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Presentazione
a cura di G.Gentilini

MEMORIE FIORENTINE DEGLI ANNI DELLA RINASCITA

Lasciarsi alle spalle un capitolo buio della nostra storia. Così si aprivano gli anni Cinquanta, con l’urgenza di voltare pagina, spazzando le macerie e raccogliendo tutte le energie produttive per ricostruire la città e per costruirsi un futuro migliore. Dalla scienza al cinema, dalla medicina alla cultura, dalle comunicazioni alla politica, dall’arte allo sport, ogni settore del quotidiano è investito dal nuovo. Il 1950 è l’Anno santo che vede mescolarsi il sacro e il profano, con la Messa in Duomo in riparazione della bestemmia e il delirio per l’arrivo in Italia del duca del jazz Duke Ellington che si esibisce alla Pergola. E’ l’anno dell’uscita di circolazione delle AM-lire, delle discussioni attorno all’opera di ricostruzione dei ponti, dell’incendio del cinema Gambrinus, della riqualificazione dell’Istituto d’Arte. E’ l’anno che grazie alla neonata Unione Fiorentina vengono istituiti la Libera Cattedra di Storia della Civiltà Fiorentina e il Premio del Fiorino, mostra-concorso di pittura che diviene annuale fino al 1967 e che ha arricchito la Galleria d’arte Moderna di Palazzo Pitti di opere dei maggiori artisti. Dietro al vincitore Casorati vengono assegnati premi acquisto a Enzo Pregno, a Guido Borgianni e a Nino Tirinnanzi. Segue il 1951, l’anno dell’elezione a sindaco del democristiano Giorgio La Pira, che succede al comunista Mario Fabiani. E’ l’anno del nono censimento generale, della piena dell’Arno che fa cedere la passerella del Ponte alle Grazie e dell’approvazione della costruzione della Borsa Merci in Por Santa Maria. E mentre il nuovo sindaco promuove la gestione INA-Casa per l’edilizia popolare, si inaugura il nuovo Ponte alla Carraia e Giovan Battista Giorgini inizia le sue sfilate di moda. Per le strade del centro si incontrano gli artisti intenti a dipingere. Ottone Rosai e Gianni Vagnetti vincono ex-aequo il Premio del Fiorino e mentre ferve il dibattito artistico fra tradizione e sperimentazione, le nuove tendenze passano dalla Galleria Numero di Fiamma Vigo. Cresce il tenore di vita, ma non per tutti e tra la penuria di case e la disoccupazione incalza il 1952, con la rinascita dei negozi del centro su cui spiccano i nomi di Ferragamo e Giorgini, dell’orefice Settesoldi e dell’antiquario Bellini, mentre Palazzo Strozzi ospita la Mostra del libro e la mostra Mezzo secolo d’arte toscana. Al Gabinetto Vieusseux si inaugura la libreria Ferri. E’ un anno importante anche per lo sport con l’accordo tra il Comune e la Società Fiorentina per l’uso dello stadio. Il 1953 è l’anno delle mostre importanti, tra cui quella delle opere d’arte recuperate da Rodolfo Siviero e della I Mostra Nazionale dell’Antiquariato che si affiancavano alla promozione delle Giornate Internazionali da parte di La Pira. Mario Luzi vince il Premio Carducci, si gira il film Cronache di poveri amanti tratto dal romanzo di Vasco Pratolini ed è Firenze ad alleggerire le tensioni elettorali con il goliardico Partito della Bistecca. Visto che il traffico sta diventando caotico nascono le strisce pedonali. Il 1954 si apre con una buona notizia: l’accordo con l’ENI di Enrico Mattei per risanare la Pignone. Ma la disoccupazione non è sconfitta e mentre Emilio Pucci è insignito dell’Oscar americano della moda, viene inaugurata la Centrale del latte e alla mezzanotte le campane della Torre di Arnolfo augurano buon 1955, l’anno della Fiat 600. La Pira chiede una legge speciale per Firenze, continuano i lavori di costruzione e ricostruzione urbanistica e in Piazza della Calza viene scoperto un grande affresco del pittore Mario Romoli. Il neo eletto Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi apre in San Marco la Mostra del Beato Angelico e visita la Madonnina del Grappa di don Facibeni. A Palazzo Strozzi si inaugura la Mostra dell’800 francese e si inaugurano anche il Museo di Firenze com’era presso l’ex convento delle Oblate in Sant’Egidio e la Loggia del Pesce in Via Pietrapiana. Il 2 ottobre nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, si apre il Convegno dei sindaci delle capitali del mondo. Dopo la partita Fiorentina-Dinamo, la città ha la conferma di avere una grande squadra di calcio. Inizia il 1956, anno definito "indimenticabile" non soltanto per il grande freddo ma anche per il Forte di Belvedere sgombrato dai militari e restituito alla città e la colonna dell’Abbondanza ricollocata in Piazza della Repubblica. Chiude i battenti il quotidiano Il Nuovo Corriere e mentre la città insorge contro l’invio di opere d’arte negli USA per una mostra e un gruppo di pittori tra cui Annigoni e Pirzio occupano per protesta la Torre di Arnolfo, si inaugura il Museo dell’Antica Casa Fiorentina in Palazzo Davanzati. In Piazza d’Azeglio arriva Mike Bongiorno con una edizione speciale di Lascia o raddoppia? che da un anno incollava gli italiani alle poche televisioni disponibili. Ma il fatto più eclatante e passionale che connota il 1956 e che coinvolge tutta la città è sicuramente lo scudetto della Fiorentina. Una vittoria fortemente sentita dalla gente perché rappresentava l’appagamento di tanti sacrifici e il superamento delle difficoltà che avevano contrassegnato il cammino della squadra nel corso degli anni. La Fiorentina dello scudetto era una squadra armoniosa e compatta di ragazzi semplici e grandi, che sotto la guida del dottore in Scienze Politiche Fulvio Bernardini aveva trovato lo schema di gioco vincente. Gli anni che seguirono hanno sempre visto una squadra ben fornita di eccellenti calciatori, che nel 1969 portò a casa un altro scudetto. E cinquant’anni dopo, archiviate le tristi vicende che le avevano fatto toccare il fondo, la Fiorentina rinasce grazie a tanto lavoro e a tanto cuore, grazie alla Dirigenza, alla Società, al sostegno dei tifosi e soprattutto a giocatori semplici e grandi, come allora. Fatti i dovuti scongiuri scaramantici, dimostra di avere tutte le carte in regola perché la bandiera viola torni a sventolare sul pennone di Palazzo Vecchio.
GABRIELLA GENTILINI
Firenze, Novembre 2005
© Copyright 2005 FirenzeArt di Andrea Tirinnanzi - Inaugurazione mercoledì 14 dicembre ore 18 - Dal 14 dicembre 2005 al 14 gennaio 2006